{"id":70,"date":"2008-04-25T12:57:00","date_gmt":"2008-04-25T12:57:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/?p=70"},"modified":"2024-07-27T12:58:19","modified_gmt":"2024-07-27T12:58:19","slug":"il-25-aprile-lo-dedico-a-vladimir-peniakoff","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/?p=70","title":{"rendered":"IL 25 APRILE LO DEDICO A VLADIMIR PENIAKOFF"},"content":{"rendered":"\n<p>Vladimir Peniakoff, detto &#8220;Popski&#8221; dai suoi colleghi inglesi, \u00e8 morto il 16 maggio 1951. Era nato a Bruxelles cinquantaquattro anni prima da genitori russi. Educato in Belgio da tre precettori, era passato all&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge nel 1914, e successivamente si arruola nell&#8217;esercito francese. Congedato per invalidit\u00e0 era finito, nel 1925, a fare l&#8217;ingegnere di zuccherifici in Egitto.<br>E in Egitto lo trov\u00f2 lo scoppio della II guerra mondiale. Tutta la sua vita privata ne fu sconvolta. Il desiderio di battersi dalla parte della libert\u00e0, della libert\u00e0 dell&#8217;individuo, divenne un&#8217;ossessione. Nonostante i suoi quarantacinque anni riusc\u00ec a farsi accettare come ufficiale nell&#8217;esercito britannico, ma sfugg\u00ec alla routine degli ufficiali per farsi combattente, in uno stile tutto suo: non inquadrato in grosse unit\u00e0, ma capo indipendente di un minuscolo corpo di &#8220;corsari&#8221; in jeep.<br>Prima di combattere si era liberato di ogni impegno, divorziando perfino dalla moglie con la quale era in tacito, diplomatico disaccordo.<br>La guerra ne liber\u00f2 la sua personalit\u00e0 non comune, colta e mistica. L&#8217;astrolabio e Tucidide lo accompagnarono dal deserto libico alle vallate austriache.<br>Il suo esercito fu la pi\u00f9 piccola unit\u00e0 delle forze armate brittaniche, e la sua guerra, strana e pittoresca, fu una guerra di corsa che si svolse nelle retrovie avversarie, prima in Libia, contro l&#8217;esercito italiano e quello tedesco; poi in Italia, accanto ai partigiani. Nei suoi ranghi si annovera la collaborazione di Bruno Leoni. Mio nonno contribu\u00ec con una sequenza di rifornimenti via mare lungo la dorsale adriatica fino a Manfredonia.<br>Con ingegnosi stratagemmi costrinse a fuggire una divisione tedesca da Camerino, liber\u00f2 Ravenna evitando che Sant&#8217;Apollinare in classe fosse bombardata, perse un braccio in combattimento, finendo la guerra con un gesto poetico e bizzarro, accarezzato fin dall&#8217;arrivo a Taranto dove alcuni dei suoi perirono in un incidente navale a poche miglia dal mar grande: sbarc\u00f2 con le sue jeep a Venezia, sulla riva degli Schiavoni e, tremando di commozione e di gioia per la prima e unica volta durante la guerra, pass\u00f2 fra le colonne sgommando e facendo sette giri di Piazza San Marco.<br>Dopo aver superato le vie aspre della dorsale adriatica fino a Tarvisio in direzione di Klagenfurt, si incontr\u00f2 in Austria con i carri armati sovietici. La sua guerra termin\u00f2 dopo aver stretto la mano al maggiore Lykov: &#8220;LA GUERRA E&#8217; FINITA E NULLA PUO&#8217; DISTRUGGERE LA NOSTRA SOLIDARIETA&#8217; &#8220;.<br>E&#8217; dal 1994 che dedico la giornata del 25 aprile a Vladimiro detto &#8220;Popski&#8221;.<br>giuseppe simone<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Vladimir Peniakoff, detto &#8220;Popski&#8221; dai suoi colleghi inglesi, \u00e8 morto il 16 maggio 1951. Era nato a Bruxelles cinquantaquattro anni prima da genitori russi. Educato in Belgio da tre precettori, era passato all&#8217;Universit\u00e0 di Cambridge nel 1914, e successivamente si arruola nell&#8217;esercito francese. Congedato per invalidit\u00e0 era finito, nel 1925, a fare l&#8217;ingegnere di zuccherifici [&hellip;]<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"open","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[6],"tags":[],"class_list":["post-70","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry","category-storia"],"_links":{"self":[{"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70"}],"collection":[{"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcomments&post=70"}],"version-history":[{"count":1,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70\/revisions"}],"predecessor-version":[{"id":71,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=\/wp\/v2\/posts\/70\/revisions\/71"}],"wp:attachment":[{"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fmedia&parent=70"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Fcategories&post=70"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/index.php?rest_route=%2Fwp%2Fv2%2Ftags&post=70"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}