{"id":57,"date":"2009-12-31T12:41:00","date_gmt":"2009-12-31T12:41:00","guid":{"rendered":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/?p=57"},"modified":"2024-07-27T12:43:34","modified_gmt":"2024-07-27T12:43:34","slug":"andy-williams-o-della-rinascita-della-forma-canora","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/www.edizionintersezioni.store\/giuseppesimoneblog\/?p=57","title":{"rendered":"ANDY WILLIAMS O DELLA RINASCITA DELLA FORMA CANORA"},"content":{"rendered":"\n<p>In una giornata di assoluto &#8220;riposo forzato&#8221; cercher\u00f2 di arrivare a delle conclusioni rispetto a quanto avevo precedentemente preannunciato con la mia nota su Louie Austen. La musica ascoltata in questi giorni e la memoria ancestrale, mi spingono ad una accelerazione in tal senso, e dunque non posso sottrarmi da una nota che, forse per qualcuno, avr\u00e0 un sapore romantico, dolciastro e melenso. Ma non mi importa, non mi pongo problemi di stile.<br>Nessuna sorprendente novit\u00e0, se si eccettua il fatto, abbastanza curioso, che le capitali del mondo della musica pop, le sedi della ricchezza e della cultura, se non quelle dal gusto pi\u00f9 raffinato e sicuro, le citt\u00e0 che fino ai giorni nostri hanno prodotto non solo significativi e importanti esempi di architettura e urbanistica dotati di un nostalgico incanto classico, non riescano a trovare artisti pi\u00f9 capaci di quelli della generazione &#8220;moon river&#8221; che, con le loro intense voci, appassionavano all&#8217;ascolto con le note di Henry Mancini o di Burt Bacharach. Fra questi artisti &#8211; spesso definiti crooner, cio\u00e8 cantanti romantici e confidenziali, anche se le etichette lasciano sempre il tempo che trovano &#8211; vorrei ricordare per gusto e qualit\u00e0 della propria voce, a mio avviso formidabile, il cantante Andy Williams. Se ascolto le sue note mi vengono in mente Frank Sinatra e sua figlia Nancy, Perry Como e Nat King Cole, Domenico Modugno, e la memoria mi riconduce alle composizioni del grande Burt Bacharach, la mia colonna sonora da oltre tre decenni, cio\u00e8 da quando guardavo la televisione svizzera e scappottavo la Volvo del mi babbo.<br>Ascoltare Andy Williams \u00e8 come guardare una teoria di quadri di Edward Hopper, con gli interni belli e minimali, fino ad arrivare a quel suo capolavoro Nighthawks, se non addirittura alla pittura di Balthus.<br>Che dire, in fondo contro i &#8220;musicanti caserecci&#8221; che, facendo le dovute eccezioni, si distinguono per la solita &#8220;lagna&#8221; e per un gusto periferico, marginale, ultraprovinciale, informe e spesso volgare, Andy Williams apparirebbe come un uomo di altri tempi, tempi futuri naturalmente. La spiegazione a ci\u00f2 sembrerebbe possibile dal successo &#8220;inaspettato&#8221;, a detta di Andy Williams, riscosso in tempi recenti con Music To Watch Girls By, in Italia divenuta la sigla dell&#8217;ottima trasmissione radiofonica Condor, per ora, sospesa dalla programmazione di RadioDue, forse perch\u00e8 non appaga i timpani &#8220;nostrani&#8221;, di quelli che contano, ovviamente.<br>Bene, auguri alla redazione di Condor e auguri a chi legge questo post, magari ascoltando On the Street Where You Live cantata dall&#8217;indispensabile Andy Williams.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>In una giornata di assoluto &#8220;riposo forzato&#8221; cercher\u00f2 di arrivare a delle conclusioni rispetto a quanto avevo precedentemente preannunciato con la mia nota su Louie Austen. 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